Curiosità 

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Curiosità 

2013

Una risorsa da scoprire: la foresta medicina

Le foreste pluviali tropicali sono spesso considerate “la più grande farmacia del mondo” perchè una gran parte dei prodotti medicinali comunemente impiegati contiene principi attivi provenienti dalla foresta.

Anche se ci sono foreste pluviali in Asia, in Africa e nei Neotropici, i tentacoli della foresta Amazzonica si spingono in otto paesi sudamericani per una superficie che è quasi pari agli Stati Uniti.
Il verde amazzonico ha una diversità  inimmaginabile: dalle piante che crescono sulla terra – circa 250 mila specie – una su quattro, 60 mila approssimativamente, cresce qui, e molte di queste specie, ignote a occhi occidentali, non sono ancora state studiate.

Molte vigorose reazioni del corpo umano sono una risposta diretta agli alcaloidi vegetali, una classe di composti chimici fra i più comuni nelle piante tropicali. Gli alcaloidi hanno avuto un grande impatto su ogni cultura – se non su ogni individuo – del pianeta.
Ci forniscono tutto, dalla carica del nostro caffè del mattino (caffeina), dai principi tossici dei veleni piú mortali (stricnina e batracotossina), agli effetti analgesici dei più potenti antidolorifici (morfina e codeina).
Il chinino, un alcaloide estratto dalla corteccia della cincona (albero della China) fu scoperto migliaia di anni fa da indios sudamericani abitanti le regioni che oggi sono il Perù e l’Ecuador. Da allora è stato largamente usato nei tropici e in gran parte dei paesi a clima temperato per curare la malaria.

C’ una pletora di farmaci miracolosi che attendono di essere scoperti, nella foresta pluviale.
Il Brasile ha più specie vegetali di qualsiasi altro paese al mondo, ciò nonostante, secondo il dott. Otto Gottlieb, il più eminente chimico botanico del paese conosciamo poco o niente sulla composizione chimica del 98,6% della flora brasiliana. Infatti solo 5000 delle 250000 specie esistenti al mondo sono state controllate in modo approfondito in laboratorio per determinarne il potenziale terapeutico, mentre i circa 120 farmaci fitoderivati presenti oggi sul mercato sono stati estratti da sole 95 specie.

Una potente medicina nuova ricavata da una pianta usata nella medicina popolare antica è l’estratto di Ginkgo. Chiamato da Charles Darwin fossile vivente il gingko è la più antica specie di albero vivente sulla terra. Oggi l’estratto di ginkgo è largamente venduto in Europa e fa registrare incassi superiori a 700 milioni di dollari per anno. Di tutti i composti terapeutici portati dalla farmacia vivente della natura nei nostri dispensari per usi molteplici, pochi – o forse nessuno – furono scoperti dai botanici con esperienze universitarie. Queste piante furono scoperte dai botanici come l’America fu scoperta da Colombo: in tutti i due casi, erano arrivati prima gli indios.
Ne è un buon esempio il taxol, un farmaco approvato nel dicembre 1992 per la cura delle forme tumorali ovariche a uno stadio avanzato. E’ un alcaloide reperibile nella corteccia e negli aghi del Taxus brevifolia che cresce nella zona nordoccidentale del continente americano. Il taxol fu scoperto durante un programma di screening farmacologico del NCI, il National Cancer Institute che dal 1960 raccoglie piante a caso e poi effettua test per stabilirne l'efficacia terapeutica. Eppure i primi resoconti etnografici scovati da James Duke, provano che le tribú Potawotami, i Chippewa, gli Irochesi e i Menominee usavano da tempo il tasso per una serie di scopi terapeutici: malattie veneree, artrite, ulcerazioni.
Quando un occidentale guarda la giungla, vede il verde: erbe, liane, alberi, cespugli. Quando un indio guarda la giungla vede le cose fondamentali per l’esistenza: cibo, medicamenti e materie prime per costruire un riparo, intagliare archi da caccia.
Le foreste pluviali si stanno ritirando a ritmo di cento acri al minuto, inoltre gli uomini e le donne medicina che tradizionalmente hanno custodito e tramandato le conoscenze tribali delle piante medicinali, trovano nelle nuove generazioni pochi disposti a continuare la tradizione.
Noi speriamo che questa conoscenza possa un giorno essere utile alle tribú nei loro rapporti con il mondo esterno e, forse, allo stesso tempo, rivelare nuovi farmaci potenzialmente utili estratti dalle piante.
(Tratto da: Mark J. Plotkin – Racconti di un apprendista sciamano)

Il rispetto per le tradizioni indigene e l’ambiente naturale in cui le piante medicinali vivono sono i presupposti imprescindibili di solidarietà  e sostenibilità  che R.I. group dimostra nei confronti delle comunità  e degli operatori locali con cui collabora.